Il paradigma didattico che proponiamo non si presenta come un "metodo" per "insegnare la musica" proposto come nuovo e, conseguentemente, migliore. Si basa invece sulla convinzione che attraverso l'attività creativa nell'orizzonte della nuova musica sia possibile connettere esperienze, conoscenze, abilità, saperi, e nel contempo dare spazio alle istanze creative al pari di quanto accade con il disegno e la scrittura. La nuova musica è al tempo stesso lo strumento per sviluppare attitudini ed esplorare la realtà, e lo spazio entro cui è possibile valorizzare e contestualizzare le esperienze creative degli allievi.
Nel corso del Novecento il termine Nuova Musica serve spesso a qualificare prassi e poetiche dell'avanguardia polemicamente contrapposte alla musica del passato. Oggi lo schema ideologico secondo cui la musica si evolve linearmente nel tempo sembra soffrire di una crisi irreversibile; insieme all'idea stessa di avanguardia: lo spazio e la tendenza a classificare secondo generi e "tag" - ma anche la possibilità di sottoporre qualsiasi musica a stilizzazione e imitazione manieristica - appaiono oggi come il modello interpretativo più funzionale. In questa realtà, il termine Nuova Musica sembra aver recuperato smalto dopo aver rinunciato alle pretese normative del passato. Esso indica oggi, semplicemente, la musica dell'ora, e descrive nella sua semplicità un panorama musicale aperto all'innovazione, capace di estendere l'esperienza musicale a una pluralità di linguaggi, prassi, aspirazioni, conoscenze.
Qui sta la differenza fra l'approccio tradizionale all'insegnamento della musica come "studio di uno strumento" basato sulla cosiddetta "musica classica" e legato al paradigma tecnica/repertorio e l'approccio all'insegnamento della musica "come strumento di studio" basato su suoni, strumenti, linguaggi e pratiche della Nuova Musica: là l'obiettivo è acquisire una tecnica e apprendere un repertorio, la finalità è formare il professionista dello strumento; qui l'obiettivo è l'esplorazione del mondo attraverso il suono, la finalità è la scoperta di se stessi attraverso il suono del mondo.
NUME cerca di sviluppare strumenti didattici e metodologie che accrescano la capacità di progettare se stessi e il mondo in modo intelligente e gratificante. Ma c'è anche altro in gioco. E' possibile opporsi ad una fabbrica dell'immaginario giovanile che agisce oggi in modo massivo e capillare? E' possibile opporsi ad una industria dell'intrattenimento che decide cosa, quando e per quanto i ragazzi debbano ascoltare? La nuova musica è anche questo: uno spazio multidimensionale che ha nella capacità di prospettare alternative e agevolare la costruzione di un proprio, personale e consapevole universo culturale la sua carta migliore.
Didattica e tecnologia
La scelta di favorire l'impiego di strumenti digitali ed esplorare l'universo sonoro elettronico non è dettata dall'opzione acritica verso le cosiddette "nuove tecnologie" (locuzione tanto vaga quanto capace spesso di catalizzare approvazione incondizionata). La musica elettronica e digitale è anzitutto un territorio fertile di esplorazione e scoperta sul suono esistente e sul suono inaudito. Ma soprattutto, gli strumenti digitali permettono di creare percorsi reticolari in cui ogni nodo si colloca alla confluenza di ambiti artistici e cognitivi diversi - noi ne abbiamo individuati tre "primari" e irriducibili: logico-matematico, linguistico, visivo.